RESTAURO SEDIA LUIGI FILIPPO

Fasi di lavorazione nel restauro di una sedia in noce piemontese dallo stato di fatto a restauro ultimato.

RIPARAZIONE E RESTAURO DI UNA SEDIA

Alcune fasi del restauro di una sedia: dallo smontaggio attraverso l’apertura degli incastri per incollarne la struttura e ripristinarne così la stabilità e solidità, alla pulitura e verniciatura.

SEMPLIFICARE: la sedia n° 14 di Thonet

Testo tratto da “Da cosa nasce cosa” di Bruno MUNARI – Laterza editori

Semplificare è un lavoro difficile ed esige molta creatività. Ecco un famoso esempio di semplificazione:

la sedia n° 14 del signor Michael Thonet. Uno che inventa una nuova tecnica per risolvere i suoi problemi con più semplicità senza dimenticare l’estetica che può nascere da quella tecnica.

Le sedie di quei tempi erano fatte di tanti pezzi di legno messi insieme ad incastro o con colle. Ogni pezzo doveva essere lavorato, finito, incastrato, incollato per formare la sedia. C’erano i 4 montanti delle gambe, lo schienale, il sedile, i listelli di rinforzo per tenere assieme e gambe e tutto il resto.

Tanto per fare un esempio consideriamo la tipica sedia di Chiavari o la Windsor. La sedia di Chiavari è fatta con 16 pezzi, è leggera e comoda.

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La sedia Windsor è fatta con 23 pezzi ed è piuttosto pesante.

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Michael Thonet pensò che forse si sarebbe potuto inventare una sedia più semplice, fatta senza spreco, leggera ed elegante. Forse esaminando dei mobili di malacca curvata (la malacca è il nome commerciale del legno della canna d’india, utilizzato specialmente per bastoni da passeggio e manici d’ombrelli) gli venne in mente di provare a curvare dei bastoni a sezione rotonda, di faggio, inzuppati di vapore (pensando ai rami che quando sono freschi si spaccano) per poi inserirli in uno stampo e seccarli facendo evaporare l’umidità assorbita. In questo modo i bastoni avrebbero conservato le forme volute. E quali erano queste forme volute? Thonet pensò che curvando il legno si potevano riunire più funzioni: – i piedi posteriori e lo schienale potevano essere un pezzo solo, che non aveva più bisogno di incastri o di colle. – il sedile, invece di farlo quadrato, lo fece rotondo in un pezzo solo invece che in quattro pezzi da incastrare. In questo modo la sua prima sedia fu realizzata in soli 6 pezzi e tenuta assieme con solo 10 viti.

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Era l’anno 1859 quando la sedia nuova, modello 14, si realizzò. Ancora oggi questa sedia viene costruita nello stesso modo e fino a poco tempo fa ne sono state prodotte oltre 70 milioni di esemplari. La sedia così progettata e costruita risultò più economica, più pratica, leggera ed elegante per la coerenza formale del materiale, della tecnologia usata, senza nessuna forzatura decorativa oltre alle forme nate dalla tecnica.

Breve storia della sedia

La seduta è comparsa nella storia dell’umanità quando le tribu’ nomadi divennero stanziali.
La prima “sedia” della storia fu il trono destinato a re e imperatori.
Proprio dagli imperatori romani, infatti, i primi vescovi cristiani hanno preso ispirazione per i loro scranni in legno intagliato.
Per molto tempo la sedia rimase un segno dell’appartenenza sociale, uno status symbol, determinando una gerarchia fra le classi, dove c’era chi poteva sedersi e chi no,  chi disponeva di maggiori ricchezze e di conseguenza di sedute riccamente decorate.

Infatti, nei cerimoniali di corte, le sedie con schienali alti e elaborati erano destinate ai più ricchi e potenti fra i presenti; mentre altri tipi di sedute come quelle con schienale bassi  o semplici sgabelli erano per chi occupava gradini inferiori nella scala di corte.
Le sedie degli arredamenti borghesi, dall’800 in avanti, concepirono il loro stile traendo diretta ispirazione dai modelli antichi.

Eccone una raccolta di 15.000 esemplari….