Il mobile antico ha sempre goduto di scarsa attenzione nelle politiche culturali di molti paesi. Troppo spesso nei musei mobili di eccezionale valore artistico sono relegati a funzioni puramente decorative. Mobili lasciati senza targhette a fornirci alcuna informazione su di essi.

Le arti decorative o applicate di cui il mobile fa parte, sono state definite minori in contrapposizione alle arti maggiori. Questa definizione ingiusta, ha generato un clima di ignoranza e disinteresse nei confronti di questa produzione artistica. Anche nei musei dedicati alle collezioni di arti applicate mancano informazioni che favoriscano la comprensione e il godimento dei pezzi esposti.

Non è sempre stato così. Ad esempio nel Rinascimento italiano non esisteva la separazione oggi comune, tra arte e artigianato. Un esempio riguarda la sperimentazione nel campo della prospettiva pittorica. Questa avvenne nello stesso periodo sia nella pittura che nella tarsia lignea spesso applicata al mobile.

In tutte le epoche sono esistiti mobili di grande valore artistico. Spesso gli  autori sono rimasti anonimi. Altre volte firmati da grandi artisti di fama nel campo dell’ebanisteria o in altri settori dell’arte come pittori, scultori o architetti. Tra questi cito il Pollaiolo, Botticelli, Paolo Uccello, Bernini…

Poltrona scolpita alla maniera di Andrea Brustolon (1672-1732)

I mobili sono portatori di un grande valore come documenti storici. Ogni mobile è uno specchio dell’epoca in cui è stato costruito e per questo ci può raccontare molto. Ma non è solo questo.  Le modifiche che un manufatto può aver subito nel corso degli anni ci possono dire molto anche sui cambiamenti politici o sociali che hanno investito una determinata nazione. Alcuni esempi:

con la rivoluzione francese i mobili dell’ancient règime furono trasformati eliminando o modificando gli emblemi monarchici e sostituendoli con altri simboli;

nell’800 molti arredi sacri passarono ad uso privato come alcuni inginocchiatoi che furono trasformati in piccoli armadi; durante la peste molti mobili furono dipinti di nero in segno di lutto. Altri disinfettati con candeggina o soda caustica causando danni irreversibili al legno.

I mobili che hanno attraversato i secoli per arrivare fino a noi godono dell’aura speciale che l’antico dona agli oggetti del passato. L’”antico” come sappiamo, beneficia di un naturale prestigio culturale. Forse perché l’uomo ha da sempre il desiderio di sentirsi parte della memoria collettiva e del ciclo della storia.

Una peculiarità dei i mobili antichi è che sono unici. Pezzi unici realizzati prima dell’era della riproducibilità tecnica.  Prima della nascita della produzione  industriale in grado di realizzare migliaia di esemplari tutti perfettamenti uguali l’uno all’altro.

Il mobile è un prodotto dell’attività umana e come tale riflette i diversi stili di vita dell’uomo nel corso del tempo acquisendo per questo un valore sociologico.

Ecco alcuni esempi illuminanti:

nel Settecento la donna accede ad un maggiore protagonismo nella società francese. Nel regno di Luigi XV assistiamo ad un allargamento dei sedili e al rientrare dei braccioli delle poltrone per far posto agli abiti femminili caratterizzati da gonne molto ampie. A testimoniare la maggiore libertà nei costumi sociali entra in scena la chaise longue permettendo pose più rilassate e maliziose….

Madame de Pompadour donna molto influente alla corte di Luigi XV

Un altro esempio interessante ci porta nel Rinascimento italiano. Qui nasce e si sviluppa un atteggiamento nuovo di amore e studio verso l’uomo e la natura. Ecco che fa la sua comparsa un nuovo tipo di mobile: lo stipo. Creato appositamente per custodire oggetti da collezione dalle meraviglie naturali alle più speciali produzioni artistiche.

Per descrivere lo spirito della borghesia europea tra il 1815 e il 1848 cosa c’è di meglio del contemplare un mobile in stile Biedermeier? Uno stile che con la sua sobrietà ed eleganza ben esprime le esigenze di praticità e di comodità ricercate dai suoi destinatari amanti della vita domestica.

Divano Biedermeier

Com’è noto il mobile ha uno scopo funzionale molto importante.  Biisogna ricordare che per alcuni mobili la funzionalità è secondaria o addirittura assente rispetto all’espressione artistica. In alcuni esemplari le tecniche decorative applicate raggiungono una qualità eccezionale e il mobile stesso diventa un supporto per un virtuosismo tecnico. E’ questo il caso dei mobili scultorei di Andrea Brustolon.  Dei sedili rococò veneziani con lo schienale talmente intagliato e traforato che perdono la loro funzione di appoggio per la schiena.

Molti arredi sono caratterizzati da un valore simbolico. I simboli rappresentato spesso dagli elementi decorativi provenienti dal mondo vegetale o animale: zampa di leone, artiglio d’aquila, zoccolo taurino o caprino, conchiglia, foglia di alloro, giglio ecc…

Forse nell’antichità c’è stata la necessità di dare un contenuto animista, antropomorfo alle sedute che per molto tempo hanno mantenuto le zampe di un animale. Sembra quasi come se l’uomo si meravigliasse della sua capacità di costruire oggetti inerti in grado di compiere funzioni meccaniche.

Altre simbologie sono geometriche come il rombo (simbolo dell’utero) che inquadra le teste femminili di certe sedie francesi chiamate”caqueteuses” ovvero chiacchierone e destinate alle donne…

Un altro aspetto da non dimenticare è il carattere  che assumono alcuni materiali. La madreperla secondo la cultura islamica protegge dal malocchio.  Le pietre preziose per la Bibbia rappresentano la sapienza.

I vari tipi di legno sono portatori di per sé di significati simbolici. Il frassino  in Svezia viene considerato simbolo dell’eternità. Il cedro legno incorruttibile (è un antitarlo naturale) che per questo diventa simbolo di nobiltà, forza e eternità. L’’ebano il legno mitico per eccellenza con cui venivano costruite le culle di molti figli di re o nobili. Un’altro significato dell’ebano deriva  dalle sue proprietà in grado di allontanare paura…

Avere in casa un mobile antico significa pertanto possedere un pezzo di storia a cui dedicare cure appropriate per conservarlo nel migliore dei modi possibile.

 

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