IL NEOCLASSICO IN EUROPA

Nella seconda metà del Settecento, l’edilizia conobbe un periodo di grande crescita. Specialmente in Russia dove, come conseguenza ci fu una grande richiesta di mobili. La corte di Caterina la Grande era molto sfarzosa. Gran parte di questi mobili arrivarono da Parigi o commissionati ad ebanisti tedeschi come David Roentgen.

In Inghilterra fu Robert Adam a caratterizzare il Neoclassico.

Riprese i colori chiari degli interni e dei tessuti. Utillizzò la decorazione dipinta più che in Francia.

Fu influenzato dai motivi dipinti sui vasi greci che affiancò a fanciulle e urne intagliate.

Anche Thomas Chippendale creò qualche pezzo neoclassico.

In america si sviluppò uno stile ispirato da Adam, chiamato Federale.

In Svezia alla corte di re Gustavo vennero invitati gli ebanisti francesi che vi lasciarono una preziosa eredità.

I mobili danesi erano più semplici e spesso realizzati in legno scuro. Nel resto dell’Europa la tendenza era quella di seguire lo stile francese o quello inglese.

Robert Adam

Le regole delle corporazioni parigine istituite dal Parlamento francese nel 1751 stabilivano che gli ebanisti dovessero contrassegnare i propri lavori.

Ogni maestro aveva il proprio marchio in piombo e presso la corporazione se ne conservava un esempio stampato. Già dal 1743 molti artigiani avevanoiniziato a stampigliare le prorpie creazioni usando un punzone di ferro. Alcuni usavano solo il cognome, altri solo le iniziali.

IL MOBILE NEOCLASSICO

La fonte ispiratrice dello stile neoclassico fu l’antichità greca e romana.

I primi modelli furono quelli dell’architettura. Solo in secondo momento, si potè fare riferimento agli arredi veri e propri rinvenuti negli scavi di Pompei e Ercolano intorno alla metà del Settecento.

I primi mobili neoclassici si limitarono ad aggiungere ornamenti a forme già in uso (foglie d’acanto, racemi, festoni,volute, cornici a guillochè).
La Francia fu il primo paese a passare alla “moda” del neoclassico. In Francia, il conte di Caylus pubblicò nel 1752 il primo dei sette volumi del Recueil d’antiquitès ègyptiennes, ètruscanes, grecques et romaines. Qui illustrò gli stili del mondo antico, compresi quelli legati agli arredi.

Il passaggio dal Rococò al Neoclassico, ovvero dalla linea curva alla LINEA DRITTA, fu graduale. Nella fase di transizione, i mobili Rococò rimasti nei laboratori degli ebanisti dopo il cambiamento della moda, furono adattati. Come? Con l’applicazione di decorazioni neoclassiche sulle forme a serpentina. Nel giro di qualche anno, le curve vennero gradualmente raddrizzate e le gambe en cabriole trasformate in sostegni torniti e rastremati che ricordavanole colonne classiche.

http://www.restauroescultura.com/restauri-2/restauro-mobili-antichi-e-modernariato/

MANICHINI DA DISEGNO XIX SEC.

RESTAURO SCRITTOIO DA CENTRO LUIGI XV

Restauro di uno scrittoio da centro in Luigi XV lastronato in palissandro con intarsi in radica e filettature in bois de rose.

Provvisto di 3 cassetti sagomati e 5 piccoli cassetti nella parte superiore.

L’intervento di restauro si è articolato nei seguenti passaggi:

Pulitura in seguito a test di Feller con miscela di solventi atta a solubilizzare e asportare parte della verniciatura presente;

consolidamento della lastronatura mediante inserimento di colla forte;

interventi di ebanisteria importanti quali l’incollaggio di una gamba frontale spezzata e la rimozione del tappeto centrale realizzato con legno di castagno totalmente estraneo al l’aspetto del mobile. Il tappeto è stato sotituito con una lastronatura in radica affine  all’aspetto dell’arredo.

Verniciatura e finitura a poro chiuso con applicazione di encausto di resine naturali e cere.

 

 

 

TECNICHE DECORATIVE PER MOBILI

Alcune tecniche decorative sperimentate di recente da provare per progetti di restyling di mobili.

Ho utilizzato antiche ricette per preparare tempere con leganti naturali e pigmenti in polvere.

Ho sperimentato tempere all’uovo, tempere a base di caseina e altri leganti naturali.

Tempere con unite a resine naturali per effetti semilucidi. Finiture con diverse patine antichizzanti o colorate.

Decorazioni a foglia d’oro e molto altro.

RESTYLING DI MOBILI

Restyling di mobili.

Ecco quello che suggeriamo quando un mobile a legno non ci piace più, prima di sbarazzarsene e acquistare qualcosa di nuovo si può valutare l’idea di dipingerlo, ecco un esempio

Cassettiera novecentesca a legno

Dipinta con temperea bianca, effetto antichizzante tramite patinatura con pigmenti e resine naturali

DIPINGERE UN MOBILE

Trasformare i propri mobili con i colori

Ci sono moltissime tecniche per decorare, trasformare i propri mobili e rinnovare così l’aspetto della propria casa o negozio.

Mobili che abbiamo a casa e di cui siamo stufi perchè ci sembrano fuori moda o perchè un determinato colore non ci piace più, oppure il legno ci sembra scuro e abbiamo voglia di dare una nota di colore all’ ambiente.  Arredi che teniamo in garage o in cantina, che qualche parente o amico butta via.  Mobili che possiamo acquistare in mercatini e fiere, in Italia e all’estero. Senza contare quello che a volte si può trovare abbandonato vicino ad un bidone dell’immondizia….

Tante tecniche dicevo,  che ci arrivano da saperi antichi di chi laccava e decorava i mobili nei secoli passati. Ricette a base di pigmenti in polvere e leganti naturali dalle colle animali, al latte, uovo ecc…. Tecniche per antichizzare le finiture degli arredi, per dare loro quel sapore e quella ricchezza del vissuto che secondo me non ha prezzo per il carattere che sa infondere ad un ambiente.

E tante tecniche dei artistiche di pittori e decoratori.

Comodino dipinto con tempera alla caseina e protetto con finitura antichizzata con pigmenti e patine

Cassettiera dipinta con tempere e sul piano tecnica di decorazione con stampi sovrapposti a creare motivo floreale

STORIA DEL COLORE CON PHILIP BALL

Storia del colore e dei pigmenti utilizzati dall’uomo sin dall’antichità, un argomento di cui ha scritto in maniera approfondita e interessante

Philip Ball:

Colore. Una biografia. Tra arte storia e chimica, la bellezza e i misteri del mondo del colore

l’autore ci racconta come l’uomo ha iniziato a trasformare le risorse presenti in natura (minerali e terre) per creare pigmenti con cui dare colore a oggetti e opere d’arte.

Il viaggio inizia nella preistoria quando l’uomo ha mischiato terre con olio o grasso realizzando la prima tempera della storia umana per disegnare sulle pareti delle caverne .

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RESTAURO SEDIA LUIGI FILIPPO

Fasi di lavorazione nel restauro di una sedia in noce piemontese dallo stato di fatto a restauro ultimato.

COLORI PER I MOBILI

 

AZZURRO

Colori per i mobili: quali scegliere? A cosa ispirarsi?

Una fonte di ispirazione per dipingere i propri mobili e per arricchire i propri ambienti sono i colori tipici della Francia in particolare della Bretagna e della Provenza

Ecco alcune foto scattate in Bretagna

POLTRONE DA CINEMA

Poltrone da cinema in ottime condizioni e con tessuto igienizzato.

PRESEPIO IN LEGNO

Presepio in legno con alcune parti rotte e mancanti.

Realizzazione del modello in plastilina e poi del pezzo in legno intagliato.

 

RESTYLING TAVOLO

Restyling di un tavolo barocchetto in legno di noce.

Sul tavolo è stata eseguita una pulitura con tensioattivi delicati e poi è stato laccato con tempere.

Le tempere sono state preparate seguendo ricette di laccatori del Settecento a base di pigmenti puri, leganti naturali, oli e resine.

Il piano è stato lasciato a legno, trattato con resine naturali e oli per una finitura effetto naturale.

 

restyling tavolo

prima

UN ANTICO SPAZZANEVE…

Restauro di un antico prototipo in miniatura di uno spazzaneve appartenuto ad un maestro carradore

Realizzato in legno di rovere con parti in ferro battuto

PORTONI LIBERTY A TORINO

Qui sotto due esempi di portoni in stile liberty, o stile floreale come veniva chiamato in Italia, che si trovano a Torino.

Le pagine sono tratte dal testo “Si prega di chiudere piano. Portoni a Torino”

 

 

RIPARAZIONE E RESTAURO DI UNA SEDIA

Alcune fasi del restauro di una sedia: dallo smontaggio attraverso l’apertura degli incastri per incollarne la struttura e ripristinarne così la stabilità e solidità, alla pulitura e verniciatura.

CHE STILE QUESTE GAMBE…

Ho trovato dei disegni molto utili di alcuni stili che caratterizzano e contraddistinguono le gambe di sedie e poltrone e alcuni schienali, eccoli qui…

 

IL MOBILE RACCONTA

 

Il mobile antico ha sempre goduto di scarsa attenzione nelle politiche culturali di molti paesi. Troppo spesso nei musei mobili di eccezionale valore artistico sono relegati a funzioni puramente decorative. Mobili lasciati senza targhette a fornirci alcuna informazione su di essi.

Le arti decorative o applicate di cui il mobile fa parte, sono state definite minori in contrapposizione alle arti maggiori. Questa definizione ingiusta, ha generato un clima di ignoranza e disinteresse nei confronti di questa produzione artistica. Anche nei musei dedicati alle collezioni di arti applicate mancano informazioni che favoriscano la comprensione e il godimento dei pezzi esposti. Continue reading

L’IMPORTANZA DI CONSERVARE I MOBILI ANTICHI

Ecco una riflessione sul perchè è importante conservare i mobili antichi.

Conservazione è sinonimo di cultura.

Quanto più è colto un popolo tanto più è cosciente dell’ineludibile necessità di conservare i propri beni sia ambientali sia storico-artistici.

Tutelare il nostro patrimonio di mobili significa, pertanto, salvaguardare una parte dell’immagine della nostra civiltà.

Il mobile. Conservazione e restauro. Nardini Editore

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Cassapanca intagliata in legno di noce, XVI-XVII secolo,

 

ESERCIZI …DI STILE

Qui di seguito troverete alcune foto di pezzi realizzati da noi basandoci su modelli antichi.

Esercizi di scultura e di intaglio su legno che riproducono una serie di elementi fondamentali e ricorrenti dei vari stili che si sono susseguiti nella storia del mobile: Gotico, Rinascimento, Luigi XIII, XIV, XV, XVI,  Impero…

Per un restauratore è necessario conoscere perfettamente le sfumature che caratterizzano e differenziano gli stili dei manufatti antichi che entrano nella sua bottega.

Uno dei primi insegnamenti in questo senso, prevede lo studio dell’ elemento vegetale della foglia nelle sue declinazioni dal Rinascimento al Luigi XVI.

 

La cornice


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Un quadro coinvolge chi lo guarda se si stabilisce l’ illusione di uno spazio. Ecco la funzione della cornice: non solo determinare la tela o la tavola, ma racchiudere lo spazio rappresentato dal quadro; questo approfondimento dello spazio è molto ridotto quando manca la cornice. Si avverte così maggiormente la sua vera funzione proprio in sua assenza.

La cornice con doppia funzione di limite verso l’ esterno e verso l’interno del dipinto, di difesa in un senso e di sintesi unificante in un altro era già usata nell’ antico Egitto, in Grecia, a Roma e nell’ arte carolingia come bordura dipinta. Già allora si evidenzio’ la necessità di definire uno spazio in modo ben delimitato.

La cornice italiana. Dal Rinascimento al Neoclassico. Edizioni Electa.

 

 

Il più mobile dei mobili: la CORNICE

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L’arte della cornice ha visto svilupparsi nei secoli una classe di artigiani altamente specializzati in realizzazioni di grande livello. La creatività straordinaria di questi artigiani si è riversata in un infinità di dettagli, tipologie, motivi decorativi che hanno reso difficile la classificazione delle cornici. Per citarne alcune: Sansovino, Salvator Rosa, a cassetta, fiamminghe ebanizzate, veneziane laccate, rinascimentali…

Nelle pinacoteca sono pochissimi i dipinti con le loro cornici originarie, spesso rovinate da cattivi restauri o ridorature successive. Questo accadeva perché l’abbinamento cornice/quadri seguiva i dettami delle mode, infatti i grandi collezionisti cambiavano le cornici dei loro quadri proprio per uniformarsi al gusto del momento. Per questo motivo viene definita il più mobile dei mobili, non solo perla sua trasportabilità ma soprattutto per la sua intercambiabilita’ e la leggerezza con cui venivano riadattate e modificate.

Verso la metà del XIX sec. si cominciò a capire l’importanza delle cornici originarie come elemento significativo per l’immagine artistica e storica del quadro e vennero eseguite molte copie di cornici antiche per colmare le mancanze.

Il mensile ANTIQUARIATO di novembre dedica un interessante articolo alla cornice in occasione della mostra al

Getty museum di Los Angeles “Lo stile Luigi: cornici francesi, 1610-1792” e

un’asta da Cambi a Genova con circa 500 lotti provenienti da collezioni lombarde, toscane e emiliane.

 

 

OPERAE – Palazzo Cavour Torino

 

 

In una stanza c’erano una serie di sedie di vari modelli dei F.LLI LEVAGGI -SEDIE ORIGINALI DI CHIAVARI. Ognuna con il cartellino con il prezzo: Campanino, Chiavarina, Tigullina, Portofino ecc… Bellissime e leggerissime.

 

Breve storia della sedia

La seduta è comparsa nella storia dell’umanità quando le tribu’ nomadi divennero stanziali.
La prima “sedia” della storia fu il trono destinato a re e imperatori.
Proprio dagli imperatori romani, infatti, i primi vescovi cristiani hanno preso ispirazione per i loro scranni in legno intagliato.
Per molto tempo la sedia rimase un segno dell’appartenenza sociale, uno status symbol, determinando una gerarchia fra le classi, dove c’era chi poteva sedersi e chi no,  chi disponeva di maggiori ricchezze e di conseguenza di sedute riccamente decorate.

Infatti, nei cerimoniali di corte, le sedie con schienali alti e elaborati erano destinate ai più ricchi e potenti fra i presenti; mentre altri tipi di sedute come quelle con schienale bassi  o semplici sgabelli erano per chi occupava gradini inferiori nella scala di corte.
Le sedie degli arredamenti borghesi, dall’800 in avanti, concepirono il loro stile traendo diretta ispirazione dai modelli antichi.

Eccone una raccolta di 15.000 esemplari….